Liberalizzazione farmacia: cambia orario, prezzi e turni

Oggi, ore 11:35 – 0 Commenti Sarà una vera e propria rivoluzione quella che riguarderà le farmacie italiane con la liberalizzazione prevista.
Infatti sono previste le aperture di almeno 2-3 mila nuovi esercizi, che non avranno limiti di orario, imposizioni di turni e, soprattutto, imposizioni di prezzo, per la gioia dei consumatori.
Quindi libera concorrenza anche sui medicinale con questa nuova liberalizzazione prervista dal Governo Monti, anche se si è momentaneamente fermata la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, che si divceva avrebbero potuto essere venduti anche nelle parafarmacie, ma per ora resteranno in vendita soltanto nelle farmacie.
Ma la vera rivoluzione è che le farmacie potranno applicare sconti su ogni tipo di medicinale, anche quelli di fascia A rimborsabili, che molte volte i consumatori, pur di evitare la fila dal medico di famiglia per ottenere la prescrizione e poi comprarli pagando solo il ticket, preferisco comperarli pagandoli per intero evitando così la trafila burocratica della “ricetta rosa”.
I farmacisti indignati
Ovviamente questa liberalizzazione non è ben vista dai farmacisti, anche se alla fin fine è stato un compromesso con la liberalizzazione pensata all’inizio (quella riguardante anche i farmaci di fascia C); intanto il decreto si avvia ad essere approvato dal Consiglio dei Ministri nella giornata di domani.
I principi cardini del testo sulle liberalizzazioni delle farmacie sembrano essere definitivi stando alle parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, anche se il testo ” necessita ancora di alcune limature che saranno apportate dal Ministero della salute” precisa Antonio Catricalà.
Quante farmacie, quanti abitanti
Per ora resta fermo il principio di una farmacia ogni 3000 abitanti, anche se per aprire un secondo esercizio dovrà esserci un’eccedenza di abitanti pari a 501 unità (quindi con 3501 abitanti scatta la farmacia in più).
Nei piccoli comuni invece, quelli che hanno meno di novemila abitanti, l’eccedenza per aprire un’altro esercizio è di 1501 (quindi la farmacia successiva si potrà aprire quando si supera la soglia dei 4501 abitanti).
Tutto questo, secondo le prime stime, porterà all’apertura di un numero di farmacie che varia da 2000 a 3000, nelle quali sono comprese anche quelle farmacie che, come precisa il decreto potranno essere aperte anche all’interno di porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali e centri commerciali (ma solo nel caso non sia presente un’altra farmacia nel raggio di 1,5 chilometri).
Farmaci di fascia C
Resta però questo dilemma che riguarda i farmaci di fascia C, risolto in questo modo: per tutte le regioni che entro il 1 marzo 2013 non avranno, tramite concorso, assegnato l’apertura dell’80% delle farmacie previste nel proprio territorio, i farmaci di fascia C potranno essere venduti all’interno di supermercati e parafarmacie.
Nel frattempo però l’Agenzia italiana del farmaco sta aggiornando la lista dei farmaci vendibili senza prescrizione medica, e quindi senza l’obbligo di presentare la ricetta, che potranno essere venduti al di fuori delle farmacie; la lista a quanto sembra conterrà almeno il 50% dei medicinali presenti nella fascia C.
Concorsi per le nuove farmacie
Come si farà quindi a richiedere l’apertura di una nuova farmacia in un comune, o in una città, dove ce n’è bisogno?
La regione riserverà dei concorsi ai farmacisti che non siano già titolari di una farmacia, per poter avere accesso ai finanziamenti integrativi del Servizio Sanitario Nazionale.
I farmacisti laureati potranno sommare alla laurea in farmacia anche gli altri titoli posseduti per aumentare il punteggio nel concorso; un punteggio in più sarà riconosciuto anche ai farmacisti che già lavorano presso esercizio altrui.
I cambiamenti a favore del cittadino
Se la bozza che domani sarà presentata al Consiglio dei Ministri sarà approvata, e sarà liberalizzato l’orario di apertura, abolendo le turnazioni delle farmacie, non si dovrà più impazzire alla ricerca della farmacia di turno.
Inoltre fin da subito saranno applicati, a discrezione dei farmacisti che sono liberi di imporre al farmaco il prezzo che desiderano, sconti su tutti i farmaci che il cliente paga di tasca propria, quindi anche quelli che potrebbero essere mutuabili ma che si decide di pagare per intero.
Farmaci griffati e farmaci generici
Un altro cambiamento sta nelle ricette: il medico d’ora innanzi sarà obbligato a scrive nella ricetta, oltre al farmaco prescritto anche il corrispettivo farmaco generico.
Su questo punto ci sono pareri molto divergenti, infatti i produttori di farmaci generici parlano di un “passo significativo per rimuovere uno dei principali colli di bottiglia della spesa sanitaria”, mentre la Farmindustria sostiene che l’obbligo sia inutile poichè viene vista come una forzatura visto che Stato già rimborsa il costo del farmaco dal prezzo più basso.
SI parla già di ricorsi nei confronti di questa norma, che sottolineiamo, deve essere ancora approvata.
Intanto Federfarma preannuncia proteste lamentando la mancanza di un incontro coi sindacati di categoria prima della decisione sulle liberalizzazioni.

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